Come ascoltare la voce del Signore e maturare una risposta?

Risposta di Papa Francesco ad un giovane – Palermo, 15 settembre 2018

Io domanderei piuttosto: come si ascolta il Signore?
Come si ascolta?
Dove parla, il Signore?
Voi avete il numero del telefonino del Signore, per chiamarlo?… Come si ascolta il Signore?

Vi direi questo, e questo sul serio: il Signore non si ascolta stando in poltrona.

Capite? Seduto, la vita comoda, senza far nulla, e vorrei ascoltare il Signore. Ti assicuro che ascolterai qualsiasi cosa, tranne che il Signore. Il Signore, con la vita comoda, in poltrona, non lo si ascolta. Rimanere seduti, nella vita – ascoltate questo, è molto importante per la vostra vita di giovani – rimanere seduti crea interferenza con la Parola di Dio, che è dinamica. La Parola di Dio non è statica, e se tu sei statico non puoi sentirla.

Dio si scopre camminando.

Se tu non sei in cammino per fare qualcosa, per lavorare per gli altri, per portare una testimonianza, per fare il bene, mai ascolterai il Signore. Per ascoltare il Signore bisogna essere in cammino, non aspettando che nella vita accada magicamente qualcosa. Lo vediamo nell’affascinante storia di amore che è la Bibbia. Qui il Signore chiama continuamente gente giovane. Sempre, continuamente. E ama parlare ai giovani mentre sono in cammino – per esempio, pensate ai due discepoli di Emmaus – oppure mentre si danno da fare – pensate a Davide che pascolava il gregge, mentre i suoi fratelli se ne stavano a casa tranquilli, o in guerra.

Dio detesta la pigrizia e ama l’azione.

Mettetevi questo bene nel cuore e nella testa: Dio detesta la pigrizia e ama l’azione. I pigri non potranno ereditare la voce del Signore. Capito? Ma non si tratta di muoversi per tenersi in forma, di correre tutti i giorni per allenarsi. No, non si tratta di quello. Si tratta di muovere il cuore, mettere il cuore in cammino. Pensate al giovane Samuele. Stava giorno e notte nel tempio, eppure era in continuo movimento, perché non stava immerso nei suoi affari, ma era in ricerca. Se tu vuoi ascoltare la voce del Signore, mettiti in cammino, vivi in ricerca. Il Signore parla a chi è in ricerca. Chi cerca, cammina. Essere in ricerca è sempre sano; sentirsi già arrivati, soprattutto per voi, è tragico. Capito? Non sentitevi mai arrivati, mai! A me piace dire, riprendendo l’icona della poltrona, mi piace dire che è brutto vedere un giovane in pensione, pensionato. E’ brutto! Un giovane dev’essere in cammino, non in pensione. La giovinezza ti spinge a questo, ma se tu vai in pensione a 22 anni, sei invecchiato troppo presto, troppo presto!

Gesù ci dà un consiglio per ascoltare la voce del Signore: «Cercate e troverete» ( Lc 11,9).
Già, ma dove cercare?

Non sul telefonino – come ho detto –: lì le chiamate del Signore non arrivano.

Non in televisione, dove il Signore non possiede alcun canale.

Neanche nella musica assordante e nello sballo che intontisce: lì la linea col cielo è interrotta.

Il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio – questo è un pericolo, sentite bene: il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio –, dove stando soli rischiate di rimanere delusi di quello che siete. Quell’amarezza che voi sentite, a volte, che porta la tristezza: “ma io chi sono?, che faccio?, non so cosa fare…”, e ti porta alla tristezza. No.

In cammino, sempre in cammino. Non cercatelo nella vostra stanzetta, chiusi in voi stessi a ripensare al passato o a vagare col pensiero in un futuro ignoto. No, Dio parla ora nella relazione . Nel cammino e nella relazione con gli altri. Non chiudetevi in voi stessi, confidatevi con Lui, affidate tutto a Lui, cercatelo nella preghiera, cercatelo nel dialogo con gli altri, cercatelo sempre in movimento, cercatelo in cammino. Capirete che Gesù crede in voi più di quanto voi credete in voi stessi .

Questo è importante: Gesù crede in voi più di quanto credete voi in voi stessi.
Gesù vi ama più di quanto voi vi amate.
Cercatelo uscendo da voi stessi, in cammino: Lui vi aspetta. Fate gruppo, fatevi degli amici, fate delle camminate, fate degli incontri, fate Chiesa così, camminando. Il Vangelo è scuola di vita, il Vangelo sempre ci porta al cammino. Credo che questo sia il modo di prepararsi per ascoltare il Signore.

E poi, sentirai l’invito del Signore a fare una cosa, o un’altra… Nel Vangelo vediamo che a qualcuno dice: “Seguimi!”, a un altro dice: “Vai a fare questo…”. Il Signore ti farà sentire cosa vuole da te, ma a patto che tu non stia seduto, che tu sia in cammino, che tu cerchi gli altri e cerchi di fare dialogo e comunità con gli altri, e soprattutto che tu preghi. Preghi con le tue parole: con quello che ti viene dal cuore. E’ la preghiera più bella.

Gesù sempre ci chiama a prendere il largo: non accontentarti di guardare l’orizzonte dalla spiaggia, no, vai avanti.
Gesù non vuole che rimani in panchina, ti invita a scendere in campo.
Non ti vuole dietro le quinte a spiare gli altri o in tribuna a commentare, ma ti vuole in scena. Mettiti in gioco! Hai paura di fare qualche figuraccia? Falla, pazienza. Tutti ne abbiamo fatte tante, tante. Perdere la faccia non è il dramma della vita.

Il dramma della vita invece è non metterci la faccia: quello è il dramma!, è non donare la vita!

Meglio cavalcare i sogni belli con qualche figuraccia che diventare pensionati del quieto vivere – pancioni, lì, comodi –. Meglio buoni idealisti che pigri realisti: meglio essere Don Chisciotte che Sancho Panza!

E anche un’altra cosa che può aiutarvi, l’ho detto di passaggio, ma voglio ripeterlo:

sognate in grande! Sognate in grande, alla grande!

Perché nei grandi sogni tu troverai tante, tante parole del Signore che ti sta dicendo qualcosa.

Camminare, cercare, sognare… Un ultimo verbo che aiuta per ascoltare la voce del Signore è servire , fare qualcosa per gli altri. Sempre verso gli altri, non ripiegato su te stesso, come quelli che hanno per nome “io, me, con me, per me”, quella gente che vive per sé stessa ma alla fine finisce come l’aceto, così cattivo…