I missionari martiri, semi di nuove vocazioni

Il 24 marzo 1980, esattamente quarant’anni fa’, veniva ucciso Sant’Oscar Romero, il cui martirio in odium fidei è stato riconosciuto da Papa Francesco, che lo ha beatificato e poi canonizzato. In questo anniversario ogni anno la Chiesa tutta celebra la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

In collaborazione con l’Agenzia Fides ed il sito santiebeati.it desideriamo proporvi i profili di alcuni dei missionari uccisi nel 2019, certi che il loro esempio possa essere prezioso seme che farà sbocciare nuove vocazioni alla vita sacerdotale, religiosa e missionaria.

  Un padre cappuccino di nazionalità centrafricana, padre Toussaint Zoumaldé, 48 anni, è stato ucciso in Camerun mentre rientrava nella sua fraternità di Mbaibokoum, in Ciad. Si era recato nella diocesi di Bouar, nella parte occidentale del Centrafrica, della quale era originario, per animare un corso di formazione per i sacerdoti locali. Aveva poi preso la via del ritorno nella sua fraternità in Ciad, passando per il Camerun. Nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2019 ignoti lo hanno assalito e ucciso a colpi di arma bianca a Ngaoundéré (Camerun) dove si era fermato per riposare. P. Toussaint aveva lavorato a lungo come giornalista presso Radio Siriri, della diocesi di Bouar, ed aveva anche composto diversi canti religiosi. APPROFONDISCI CLICCANDO QUI

Il missionario britannico fratel Paul McAuley, dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane (La Salle), è stato trovato senza vita il 2 aprile 2019, all’interno dei locali della Comunità studentesca interculturale “La Salle”, nel quartiere Belén a Iquitos, dipartimento della foresta peruviana, nella regione di Loreto. Nato a Portsmouth, in Inghilterra, nel 1947, Paul McAuley era in Perù dal 1995, dove aveva fondato il “Colegio Fe y Alegría N° 43” a Zapallal, distretto di Puente Piedra, Lima. Aveva poi lavorato a Moyobamba e San José de Amazonas. Da 19 anni viveva ad Iquitos, dove era stato responsabile dei programmi della radio “La Voz de la Selva”, aveva partecipato a diversi progetti di sviluppo delle popolazioni che vivono lungo i fiumi Amazonas e Huallaga, e si era dedicato alla raccolta di fondi per i giovani indigeni che venivano a Iquitos per studiare. Era noto per il suo impegno in difesa dell’ambiente e dei popoli indigeni. APPROFONDISCI CLICCANDO QUI

Suor Ines Nieves Sancho, religiosa spagnola di 77 anni, delle comunità locale delle Figlie di Gesù, è stata barbaramente assassinata nelle prime ore della mattina del 20 maggio 2019, nel villaggio di Nola, presso Berberati, nel sud-ovest della Repubblica Centrafricana, al confine con il Camerun. Suor Ines, nonostante l’età e che fosse rimasta da sola, aveva continuato a prestare servizio a Nola, dove da decenni impartiva alle ragazze lezioni di cucito. In uno dei saloni dell’edificio che utilizzava per insegnare alle ragazze a cucire e a imparare un mestiere, l’hanno condotta i suoi assassini per ucciderla, dopo averla prelevata dalla sua camera da letto. Papa Francesco nel corso dell’udienza generale del 22 maggio ha così ricordato la missionaria uccisa: “Vorrei ricordare con voi oggi suor Ines, di 77 anni, educatrice delle ragazze povere da decenni, uccisa barbaramente in Centrafrica proprio nel locale dove insegnava a cucire, una donna in più che dà la vita per Gesù nel servizio dei poveri”. APPROFONDISCI CLICCANDO QUI

Suor Antonia Pinho, 62 anni, portoghese, della Congregazione delle Serve di Maria Ministre degli infermi, è stata uccisa l’8 settembre 2019 nella città di Sao Joao da Madeira, dove risiedeva in casa della madre per assisterla, mentre intanto continuava la sua opera di aiuto ai malati della cittadina. Era molto conosciuta per la sua generosità ed il suo impegno, in quanto si muoveva in moto per la città, indossando il suo abito religioso, per assistere in ospedale e a domicilio malati e infermi, e portare il suo aiuto a chi ne avesse bisogno, sia di giorno che di notte, secondo il carisma del suo istituto. Era infermiera e religiosa da 40 anni, e aveva svolto il suo servizio in Italia e in Spagna. Il corpo della religiosa è stato trovato nell’appartamento di un tossicodipendente, che era uscito dal carcere tre mesi prima dopo aver scontato una pena per stupro. Probabilmente l’uomo si era fatto dare un passaggio in moto dalla suora. Arrivato a casa ha tentato di abusare di lei. Al rifiuto di suor Antonia, l’ha soffocata e subito dopo ha abusato di lei. APPROFONDISCI CLICCANDO QUI

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